La guida all'ingresso
Ingresso nel mercato britannico: distributore, agente, partner o controllata?
I quattro percorsi verso il Regno Unito, misurati con lo stesso metro: controllo, rapidità, costo, conformità normativa, presupposti fiscali e come finisce ciascuno. Per il direttore export che deve scegliere, con fonti verificabili.
Ultimo aggiornamento: agosto 2026
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La risposta breve
Quali percorsi ha un costruttore di macchine per entrare nel Regno Unito?
Sono quattro. Può vendere a un distributore britannico, che compra le sue macchine in nome e per conto proprio e le rivende. Può nominare un agente di commercio, che procura gli ordini mentre a fatturare è lei. Può gestire l'ingresso in proprio appoggiandosi a un partner operativo come Trade Access Partners, mantenendo la proprietà dello stock e dei clienti. Oppure può aprire una propria società controllata nel Regno Unito. Ogni percorso scambia costo con controllo.
Entrare nel Regno Unito dal percorso sbagliato costa in modi che non arrivano mai su una fattura. Il margine del distributore si accumula in silenzio. I dati dei clienti crescono nel sistema di qualcun altro. Una clausola di recesso firmata il primo anno decide quanto varrà il quinto. La chiami strategia di ingresso nel mercato britannico se vuole: noi la chiamiamo decidere di chi sono i suoi clienti.
Quello che costruisce cambia la risposta. I trattori passano per reti di concessionari a base territoriale, le macchine per costruzioni per concessionari e noleggiatori, i carrelli elevatori per accordi di distribuzione su tutto il territorio britannico. Le note di settore: macchine agricole, macchine per costruzioni e movimentazione materiali.

A confronto
I quattro percorsi a confronto
Otto righe su cui un consiglio di amministrazione può discutere. Le fonti stanno nelle sezioni qui sotto.
| Che cosa sta valutando | Distributore tradizionale | Agente di commercio | Partner operativo | La sua controllata britannica |
|---|---|---|---|---|
| Controllo del marchio e dei clienti | Basso. Il distributore fissa i prezzi, possiede lo stock e tiene l'elenco clienti. Lei vede gli ordini che le passa. | Diviso. Fattura lei, quindi la vendita è sua, ma il rapporto quotidiano sta con l'agente. | Alto. Stock, prezzi, marchio e ogni rapporto con il cliente restano suoi. Il partner opera secondo le sue istruzioni. | Totale. Ogni decisione è sua, e lo è anche ogni costo. |
| Rapidità di ingresso | Rapida se un operatore solido vuole la sua gamma adesso. Lenta se si mette in coda: i distributori migliori sono selettivi. | Nominarlo è rapido. Arrivare alla consegna lo è meno: importazione, stoccaggio, montaggio e assistenza post-vendita restano suoi. | Rapida. Magazzino, officina, distribuzione e rappresentanza commerciale esistono già. Le sue macchine entrano in un'attività già avviata. | La più lenta. Società, capannone, personale e registrazioni arrivano tutti prima della prima vendita. |
| Struttura dei costi iniziali | Nessun costo iniziale, davvero. Il costo vero arriva dopo, come margine e come dati dei clienti persi. | Bassa. Provvigione sui risultati, ma importazione, stock e assistenza li finanzia lei dal primo giorno. | Canoni di servizio fin dal primo giorno, senza capannone, allestimento o assunzioni sue. | La più alta. Costituzione, locazione, assunzioni e capitale circolante, spesi prima dei ricavi. |
| Struttura dei costi ricorrenti | Margine del distributore su ogni macchina, per tutta la durata del contratto. | Provvigioni più l'intero costo corrente di importazione, logistica e assistenza post-vendita a nome della sua azienda. | Canoni concordati che seguono l'attività: stoccaggio, preparazione, distribuzione e rappresentanza commerciale, in base all'utilizzo. | Tutti i costi di struttura fissi, ogni mese, qualunque cosa faccia il mercato. |
| Chi si fa carico della conformità normativa | Soprattutto il distributore: importando in nome proprio, presenta le dichiarazioni doganali e porta la responsabilità da prodotto che grava sull'importatore. | Lei. Vendendo in nome proprio, di norma diventa lei l'importer of record, il soggetto che figura come importatore in dogana, con registrazione ai fini dell'IVA britannica e rappresentante doganale indiretto. | Da concordare. O un importer of record stabilito nel Regno Unito importa al posto suo, oppure importa lei in nome proprio, con personale sul posto che porta avanti l'operatività. | La sua società britannica importa, si registra e risponde della conformità in nome proprio. |
| Presupposti fiscali e societari | Di norma nessuno nel Regno Unito, finché è il distributore a comprare e a importare. Da confermare con i suoi consulenti. | Un venditore non stabilito che effettua operazioni imponibili nel Regno Unito si registra ai fini dell'IVA britannica senza alcuna soglia. Valuti la struttura con un consulente. | Dipende dalla modalità di importazione scelta. La registrazione ai fini dell'IVA britannica può scattare senza soglia. La struttura va definita con un professionista. | Corporation tax britannica. Anche una società non britannica rientra nel campo di applicazione se opera attraverso una stabile organizzazione nel Regno Unito. |
| A chi si addice | Marchi affermati con margine da cedere, che vogliono copertura senza doversene occupare. | Macchine di nicchia con cicli di vendita lunghi, dove un volto di fiducia apre le porte. | Costruttori che vogliono i numeri dell'ingresso diretto e la proprietà del cliente senza dover prima costruire una propria struttura nel Regno Unito. | Marchi con volumi britannici già dimostrati, pronti a finanziare un'attività permanente. |
| Uscita | Alle condizioni del contratto. I clienti di norma restano dove sono sempre stati: dal distributore. | La cessazione può far maturare un risarcimento del danno (compensation) o un'indennità (indemnity) previsti dalle Regulations britanniche del 1993, non dall'art. 1751 del Codice Civile. | Preavviso alle condizioni commerciali concordate. Stock, dati, concessionari e clienti se ne vanno con lei. | Vendere o liquidare la società: la marcia indietro più lenta e più cara. |
Una sintesi, non una consulenza. Dazi doganali, IVA britannica e forma societaria dipendono dal prodotto, dall'origine e dalla struttura: li confermi con i suoi consulenti prima che parta qualcosa.
Fonti: Register for VAT (GOV.UK) · Customs representatives (GOV.UK) · Commercial agents response (GOV.UK) · INTM264050 (HMRC) · CPA 1987, s.2
Percorso uno
Il distributore tradizionale: copertura subito, margine per sempre
Il distributore compra le sue macchine e le rivende. Una fattura, un interlocutore e un'azienda che ha già la copertura del territorio, i clienti e i furgoni dell'assistenza. Quando un operatore solido vuole davvero la sua gamma, non c'è nulla che arrivi sul mercato più in fretta.
Sappia bene che cosa cede in cambio di quella rapidità. Il richiamo è che all'inizio non c'è nulla da pagare, ma il costo arriva dopo: margine su ogni macchina per tutta la durata del contratto, e un elenco clienti che si forma nel sistema del distributore, non nel suo. Anche i distributori scelgono: prendono le gamme che colmano un vuoto nel loro portafoglio, lasciano quelle che smettono di ripagare lo spazio in piazzale, e la mettono in graduatoria insieme a ogni altra gamma che trattano.
I vantaggi non finiscono con la copertura. Il distributore che importa in nome proprio presenta le dichiarazioni doganali e, quando il costruttore ha sede fuori dal Regno Unito, è l'importatore a rispondere in via oggettiva dei prodotti difettosi ai sensi della section 2 del Consumer Protection Act 1987 (legislation.gov.uk). Rischio vero, sui libri del distributore e non sui suoi.
La prova arriva alla fine. Quando il contratto si chiude, i clienti di norma restano dove sono sempre stati: presso l'azienda che li ha fatturati. Se ha margine da cedere e vuole tenere il Regno Unito a distanza, questo percorso funziona, e glielo diremo. Se vuole i dati dei clienti e il controllo del prezzo, non funzionerà mai.
Percorso due
L'agente di commercio: porte aperte, obblighi annessi
Agente o distributore: la domanda vera è di chi è la vendita. L'agente di commercio cerca e segue i clienti a nome della sua azienda: lei spedisce, lei fattura, il cliente resta suo e lei paga una provvigione. Il distributore invece compra la macchina, e dopo il porto non le appartiene più nulla.
Vendere tramite un agente le lascia il cliente, e il diritto britannico prende gli agenti sul serio. Le Commercial Agents (Council Directive) Regulations 1993 restano in vigore: il governo ha aperto una consultazione sull'abrogazione e ha deciso di non procedere (GOV.UK, risposta pubblicata il 13 febbraio 2025). Chi tratta la vendita di beni come agente ha diritti di legge, fra cui un risarcimento del danno (compensation) oppure un'indennità (indemnity) alla cessazione del rapporto. Sono diritti che nascono dalle Regulations britanniche del 1993 e non dall'art. 1751 del Codice Civile: le parole si somigliano, i due regimi non si sovrappongono. Un buon agente se li guadagna. Firmi sapendo che l'uscita ha un prezzo.
Il nodo più grosso però è operativo. Il venditore è lei, quindi le macchine devono arrivare in Gran Bretagna a nome della sua azienda. Per importare in Gran Bretagna serve un numero EORI GB (GOV.UK, aggiornato il 7 agosto 2025), e quello rilasciato in Italia non vale in dogana britannica. Un'impresa non stabilita nel Regno Unito può presentare dichiarazioni doganali solo tramite un rappresentante doganale indiretto, che diventa obbligato in solido per l'obbligazione doganale (GOV.UK, aggiornato il 21 agosto 2024). E un soggetto passivo non stabilito (NETP) che effettua una qualsiasi operazione imponibile nel Regno Unito deve registrarsi ai fini dell'IVA britannica senza alcuna soglia (GOV.UK, aggiornato il 10 ottobre 2024).
L'agente porta l'ordine. Poi, in quello schema, nessuno scarica il container, monta la macchina, esegue il controllo pre-consegna o risponde alla chiamata in garanzia. L'agente si addice alle macchine di nicchia con cicli di vendita lunghi, dove un volto rispettato apre porte che la pubblicità non apre. Metta quel volto accanto a una base operativa e il modello gira.
Fonti: Commercial agents response (GOV.UK) · Get an EORI number (GOV.UK) · Customs representatives (GOV.UK) · Register for VAT (GOV.UK)
Percorso tre
Il partner operativo
Il suo ingresso nel Regno Unito, senza costruire la base da sé.
Riduca all'osso l'ingresso nel Regno Unito e resta un elenco di lavori: ricevere, stoccare, montare, controllare, consegnare, rappresentare, assistere. Le società di consulenza consigliano ma non operano. Gli operatori logistici muovono e stoccano ma non vendono e non rappresentano. I distributori fanno tutto, in cambio del margine e del suo elenco clienti. Nessuna azienda britannica offre l'elenco intero come servizio unico. Quella lacuna è il modello del partner operativo, ed è l'azienda che Trade Access Partners è nata per essere. Partner qui vuol dire fornitore di servizi, non socio.
Il funzionamento, senza giri di parole. Le macchine restano sue: lo stock sta a magazzino con il suo marchio e ai suoi prezzi, e ogni cliente finisce sui suoi libri, non sui nostri. L'importazione può funzionare in due modi. Un'impresa stabilita nel Regno Unito fa da importer of record al posto suo. Oppure importa lei in nome proprio: le servono un numero EORI GB (GOV.UK, aggiornato il 7 agosto 2025), un rappresentante doganale indiretto che diventa obbligato in solido (GOV.UK, aggiornato il 21 agosto 2024) e la registrazione ai fini dell'IVA britannica, che per un soggetto non stabilito non ha soglia (GOV.UK, aggiornato il 10 ottobre 2024). Quale dei due le convenga è una questione di struttura, da porre ai suoi consulenti.
Sottoponga questo percorso allo stesso esame degli altri tre. I canoni corrono dal primo giorno, che le macchine si vendano o no, e il rischio di stock resta nel suo bilancio. Un partner mette personale sulla sua conformità normativa, non la cancella. E il modello funziona solo se lei resta al tavolo: i prezzi, le decisioni sulla rete di concessionari e le stagioni fieristiche hanno ancora bisogno del costruttore. La versione passo per passo, con le prestazioni indicate una per una, la trova alla pagina Come funziona.
Sta valutando questo percorso contro un'offerta di distributore già sul tavolo? Richieda una valutazione di ingresso nel mercato e avrà un'indicazione netta con un piano datato, anche quando la risposta onesta non siamo noi.
Fonti: Get an EORI number (GOV.UK) · Customs representatives (GOV.UK) · Register for VAT (GOV.UK)
Percorso quattro
Quando ha senso aprire una controllata britannica?
Quando la domanda britannica è dimostrata e i volumi giustificano costi di struttura permanenti: personale suo, capannone suo, stock suo, una società che importa in nome proprio e il controllo pieno su ogni decisione. Quasi tutti i costruttori che riescono ci arrivano prima o poi. L'errore non è la controllata in sé, è aprirla prima che gli ordini esistano.
Due forme giuridiche, due lavori diversi. Può registrare a Companies House una succursale britannica della sua società esistente, con il modulo OS IN01 ed entro un mese dall'apertura (GOV.UK, aggiornato il 1° luglio 2026). Oppure può costituire una società controllata britannica separata. La succursale non ha personalità giuridica autonoma, la controllata sì. L'imposta segue l'attività: una società non britannica che opera attraverso una stabile organizzazione nel Regno Unito (permanent establishment) rientra nel campo di applicazione della corporation tax, l'imposta britannica sulle società (HMRC International Manual, INTM264050). In parole povere, se commercia qui da una base fissa e in nome proprio, la corporation tax entra in gioco. Struttura e tempi spettano ai suoi consulenti, prima di firmare il contratto di locazione.
Questo percorso compra tutto: il suo personale, il suo capannone, il suo stock e il suo nome su ogni registrazione. E costa tutto: assunzioni, allestimento, sistemi e capitale circolante impegnati prima che si venda la prima macchina, più la marcia indietro più lenta dei quattro se il Regno Unito delude. Apra una controllata britannica quando i volumi se la sono guadagnata. Aprirla per scoprire se i volumi ci sono: è così che muoiono i budget export.
Fonti: Register as an overseas company (GOV.UK) · HMRC International Manual INTM264050
Può cambiare percorso più avanti. I clienti che non sono mai stati suoi non vengono con lei.
Punti in comune
Qualunque percorso scelga, questi punti valgono sempre
La scelta del percorso decide chi fa il lavoro, non qual è il lavoro. Prima che le macchine si muovano, qualcuno deve poter spuntare ogni riga qui sotto.
- Un soggetto ha un numero EORI GB e assume il ruolo di importer of record (GOV.UK, aggiornato il 7 agosto 2025).
- Ogni macchina rispetta le Supply of Machinery (Safety) Regulations 2008: requisiti essenziali di sicurezza e di tutela della salute, una dichiarazione di conformità che accompagna la macchina, un fascicolo tecnico alle spalle, autocertificazione per la maggior parte delle macchine (guida GOV.UK, aggiornata il 24 marzo 2025).
- La marcatura CE resta accettata in Gran Bretagna a tempo indeterminato, accanto alla marcatura UKCA (GOV.UK, aggiornato il 7 aprile 2026), e continua a essere riconosciuta anche quando il regolamento macchine (UE) 2023/1230 sostituirà la direttiva macchine dal 20 gennaio 2027 (GOV.UK, risposta pubblicata il 25 febbraio 2026).
- Il codice merceologico a 10 cifre è stato verificato sul portale UK Integrated Online Tariff prima che qualcuno mettesse un prezzo a una macchina (trade-tariff.service.gov.uk).
La versione operativa, sette passaggi con le fonti, dal numero EORI alla prima richiesta di garanzia, è la checklist della prima spedizione. La stampi e la consegni a chi ha in carico il lavoro.
Fonti: Get an EORI number (GOV.UK) · Supply of Machinery (Safety) Regulations 2008 guidance (GOV.UK) · Using the UKCA marking (GOV.UK) · Machinery safety legislation response (GOV.UK) · UK Integrated Online Tariff
La partita lunga
Cominci in piccolo, cresca quando lo dicono i numeri
Un percorso di accesso al mercato non è un matrimonio: scelga la struttura per i prossimi tre anni e tenga basso il costo dell'uscita.
Quasi tutti i costruttori che qui hanno successo dovrebbero prima o poi aprire una controllata britannica. La domanda è quando. Se entra con un partner operativo, il passaggio successivo è reale: storico commerciale, rapporti con i concessionari, elenco clienti e dati di prezzo sono già suoi, quindi portare l'attività in casa significa trasferire una cosa che possiede, non ricomprare una cosa che non ha mai avuto. Preferiamo essere il ponte che la sua controllata attraversa, non l'ostacolo che deve pagare per rimuovere.
Domande
Ingresso nel mercato britannico: domande e risposte
Che differenza c'è tra agente di commercio e distributore nel Regno Unito?
Il distributore compra le sue macchine e le rivende: il prezzo è suo e il cliente è suo. L'agente di commercio procura i clienti e prende una provvigione, mentre a fatturare la vendita è lei. Il peso giuridico è diverso: nel Regno Unito chi tratta la vendita di beni come agente ha diritti di legge in base alle Commercial Agents (Council Directive) Regulations 1993, fra cui un risarcimento del danno (compensation) o un'indennità (indemnity) alla cessazione, mentre il distributore resta fuori da quel regime britannico (GOV.UK, risposta pubblicata il 13 febbraio 2025). Si applica il diritto britannico, non l'art. 1751 del Codice Civile.
Serve una società britannica per vendere macchine nel Regno Unito?
No. Può vendere a un distributore, vendere tramite un agente di commercio, oppure importare in nome proprio con un numero EORI GB e un rappresentante doganale indiretto (GOV.UK, aggiornato il 21 agosto 2024). Un soggetto passivo non stabilito che effettua operazioni imponibili nel Regno Unito deve registrarsi ai fini dell'IVA britannica senza alcuna soglia (GOV.UK, aggiornato il 10 ottobre 2024). Succursale o società controllata sono una scelta, non un obbligo: confermi la struttura con i suoi consulenti.
Quanto costa entrare nel mercato britannico delle macchine?
Una risposta onesta descrive la forma del costo, non una cifra sola. Il distributore non chiede nulla all'inizio e prende margine su ogni macchina venduta. L'agente costa provvigioni, più i costi di importazione e di assistenza che restano suoi. Il partner operativo applica canoni di servizio che seguono l'attività. La controllata si porta dietro tutti i costi di struttura fissi. Metta a confronto i percorsi sui volumi realistici del primo anno, non sulle speranze del quinto.
Possiamo iniziare con un partner e aprire più avanti una controllata britannica?
Sì, ed è il senso del modello. Stock, marchio e rapporti con i clienti restano suoi per tutto il tempo, quindi portare l'attività in casa più avanti è un passaggio di consegne, non una nuova trattativa. Lo confronti con l'uscita da un distributore, dove i clienti di norma restano dov'erano, o con la cessazione di un rapporto di agenzia, dove le Regulations britanniche del 1993 possono far maturare un risarcimento o un'indennità. Scegliere il percorso è pianificare l'uscita.
Elenco completo delle fonti
Fonti: Using the UKCA marking (GOV.UK, 7 aprile 2026) · Supply of Machinery (Safety) Regulations 2008 guidance (GOV.UK, 24 marzo 2025) · Machinery safety legislation response (GOV.UK, 25 febbraio 2026) · Get an EORI number (GOV.UK, 7 agosto 2025) · Customs representatives (GOV.UK, 21 agosto 2024) · Register for VAT (GOV.UK, 10 ottobre 2024) · UK Integrated Online Tariff · Commercial Agents Regulations response (GOV.UK, 13 febbraio 2025) · Consumer Protection Act 1987, section 2 · Register as an overseas company (GOV.UK, 1° luglio 2026) · HMRC International Manual INTM264050
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